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Commodore Amiga

1985

Andy Warhol dipinge Debbie Harry su un Amiga

La sera del lancio dell'Amiga, nel 1985, Andy Warhol fece un ritratto digitale di Debbie Harry sul palco, e nel 2014 sui suoi floppy sono comparse opere che nessuno conosceva.

L'Amiga fu presentato al mondo il 23 luglio 1985, in un gala pieno di stelle al Vivian Beaumont Theater, al Lincoln Center di New York [1]. La Commodore voleva mostrare che quello era un computer per creare, e scelse per farlo l'artista più famoso della città: Andy Warhol [2].

Sul palco Warhol digitalizzò una fotografia di Debbie Harry, la cantante dei Blondie, che era lì accanto come modella, e si mise a cambiarle i colori con il programma ProPaint [2] [3]. Il risultato ricordava i ritratti serigrafici che aveva fatto di Marilyn Monroe ed Elvis Presley. A Warhol, dell'arte fatta al computer, piaceva soprattutto proprio questo: sembrava opera sua [2].

A Warhol l'arte fatta al computer piaceva per una ragione semplice: sembrava opera sua.

Non fu solo una serata pubblicitaria. La Commodore gli regalò un Amiga 1000 e Warhol diventò una sorta di ambasciatore del marchio. Continuò a sperimentare, più tardi con GraphiCraft, e fece versioni digitali dei suoi temi: lattine di zuppa Campbell's, fiori, autoritratti e una Venere di Botticelli [3]. Fece anche un breve film, You Are The One, con 20 immagini digitalizzate di cinegiornali degli anni '50 con Marilyn Monroe; rimase disperso fino al 2001 e fu mostrato solo nel 2006, al Museum of New Art di Detroit [2].

Quasi 30 anni dopo, l'artista Cory Arcangel scoprì questi esperimenti in una pubblicità della Commodore del 1985 su YouTube e, nel dicembre 2011, chiese all'Andy Warhol Museum di Pittsburgh se poteva restaurare l'attrezzatura Amiga che il museo conservava e catalogare i floppy [4]. La lettura fu affidata al club di informatica della Carnegie Mellon University, che usò un KryoFlux, un controller per floppy che legge il supporto al livello più basso possibile [5]. I nomi dei file erano promettenti, come campbells.pic e marilyn1.pic, ma erano in un formato che nessun programma riconosceva, e fu necessario fare reverse engineering per aprirli [4].

Il 24 aprile 2014 l'università annunciò il risultato: 28 immagini digitali mai viste, almeno 11 con la firma di Warhol [4]. Dieci floppy contenevano immagini attribuite all'artista, e furono convertite in file PNG per conservarle [5]. L'archivista del museo, Matt Wrbican, le descrisse come il lavoro di un artista maturo, con circa 50 anni di coordinazione tra mano e occhio, alle prese all'improvviso con la strana sensazione di un mouse in mano, a diversi centimetri dallo schermo [5].

La storia è diventata un documentario, Trapped: Andy Warhol's Amiga Experiments, uscito il 10 maggio 2014 a Pittsburgh [4], e una mostra al museo, Warhol and the Amiga, aperta tra luglio 2017 e novembre 2019 [3].

Fonti

  1. [1]Amiga 1000 · Wikipédia (en)
  2. [2]Warhol & The Computer · Computer History Museum (Chris Garcia), 2013
  3. [3]Warhol and the Amiga · The Andy Warhol Museum, 2017
  4. [4]Previously Unknown Warhol Works Discovered on Floppy Disks from 1985 · Carnegie Mellon University, 2014
  5. [5]Lost artworks by Andy Warhol found on 80s-era floppy disks · The Register, 2014