Sinclair e SpectrumVero o mito?
1985
È stato il C5 ad affondare la Sinclair?
Si racconta spesso che il triciclo elettrico C5 portò la Sinclair al fallimento; la storia vera è più complicata e passa per i computer rimasti invenduti.
In parteil C5 era di un'azienda separata e la crisi di Sinclair Research venne soprattutto dai computer invenduti, ma il fallimento del triciclo le tolse la fiducia degli investitori nel momento peggiore.
Nel giugno 1983, all'apice dello Spectrum, la lista delle onorificenze per il compleanno della Regina includeva tra i nuovi cavalieri "Clive Marles Sinclair, Chairman, Sinclair Research Ltd." [1]. Clive Sinclair era l'inventore britannico più famoso del momento, e aveva un vecchio progetto: un veicolo elettrico personale.
Il C5 non fu fatto da Sinclair Research. Nel marzo 1983 si concluse un affare da 12 milioni di sterline, di cui 8,3 milioni servirono a creare un'azienda nuova e separata, Sinclair Vehicles [2]. Il triciclo, con telaio sviluppato da Lotus e motore da 250 W, veniva assemblato nella fabbrica Hoover di Merthyr Tydfil, in Galles, arrivava a 24 km/h e costava 399 sterline [2].
Il C5 era di un'altra azienda, pagata con i soldi di Clive, ma il conto in termini di immagine arrivò a Sinclair Research.
La presentazione, il 10 gennaio 1985, andò male. Si tenne all'Alexandra Palace, a Londra, in pieno inverno: le salite ripide e la neve nel parco fecero surriscaldare e cedere le batterie [3]. A giugno Hoover fece causa a Sinclair per più di 1,5 milioni di sterline di debiti, la produzione si fermò ad agosto, dopo che erano stati assemblati circa 14 mila C5, e Sinclair Vehicles finì in insolvenza il 15 ottobre 1985. I liquidatori annunciarono 4.500 venduti e altri 4.500 invenduti; altre fonti parlano di cifre diverse [2].
Nel frattempo Sinclair Research aveva i suoi problemi. Lo Spectrum+, lanciato nell'ottobre 1984, riempì gli scaffali dei negozi in attesa del Natale, ma vendette meno del previsto, e a gennaio gli ordini, e con essi le entrate, crollarono [5]. Il 28 maggio 1985 l'azienda annunciò che le servivano da 10 a 15 milioni di sterline per ristrutturarsi; Robert Maxwell annunciò a giugno che l'avrebbe comprata, ma l'affare saltò ad agosto [5].
La via d'uscita arrivò dai computer stessi. Nell'ottobre 1985 Clive mise in piedi un piano di salvataggio che soddisfece i creditori, tra cui Thorn EMI, Timex, Barclays e AIB Electronics, e pagò la maggior parte dei debiti a Natale grazie a un acquisto di Spectrum+ per 10 milioni di sterline da parte della catena Dixons [4].
Il C5 pesò soprattutto sull'immagine. Sinclair User scrisse nel 1986 che il lancio non aveva giovato per niente alla reputazione di Sir Clive e lo aveva trasformato, sulla stampa, in una specie di "scienziato pazzo" [4]. Sommato al QL e al televisore tascabile TV80, il fallimento del C5 fece perdere agli investitori la fiducia nel suo giudizio [5]. Nell'aprile 1986 Sinclair Research vendette i computer e il marchio ad Amstrad [5].
Fonti
- [1]Supplement to The London Gazette nº 49375 (Birthday Honours de 1983, Knights Bachelor) · The London Gazette, 1983
- [2]Sinclair C5 · Wikipedia
- [3]Celebrating 40 years of the Sinclair C5 · Alexandra Palace, 2025
- [4]Sinclair bows out (Sinclair User nº 51, junho de 1986) · Sinclair User / sinclairuser.com, 1986
- [5]Sinclair Research · Wikipedia