Sinclair e Spectrum
1986
Cinque milioni per lo Spectrum
Nell'aprile 1986 Alan Sugar comprò i computer e il marchio Sinclair per 5 milioni di sterline, e lo Spectrum ebbe un case grigio, tasti veri e un registratore incorporato.
Il 7 aprile 1986 Clive Sinclair cedette i diritti di marketing, produzione e distribuzione dei suoi computer al grande rivale, l'Amstrad di Alan Sugar, per 5 milioni di sterline [1]. CRASH riassunse l'affare come i diritti mondiali per fabbricare e vendere tutti i computer Sinclair, presenti e futuri; con esso, scrisse la rivista, Amstrad arrivava ad avere il 60% del mercato britannico dei computer domestici in unità [2].
Per Sinclair Research era una via d'uscita. Aveva passato un anno difficile con i creditori, tra cui Thorn EMI, Timex e Barclays, e se l'era cavata nel Natale 1985 con un acquisto di Spectrum+ per 10 milioni di sterline da parte di Dixons [1]. Ad agosto Clive spiegò a Sinclair User: "Ci stavamo perdendo soldi, e non ha senso continuare." E aggiunse che, se Alan Sugar fosse riuscito a guadagnare con i computer, "fantastico" [3].
Per 5 milioni di sterline Amstrad si prese lo Spectrum, e lo Spectrum si ritrovò un registratore dentro.
Sinclair Research continuò a esistere, senza i computer. Clive tenne il progetto di un portatile, il Pandora, che ora aveva bisogno di un sistema nuovo perché non poteva più usare la tecnologia dello Spectrum, e la scommessa sui chip a wafer intero (wafer scale), attraverso Anamartic [3].
CRASH indovinò subito le vittime: il QL era "di fatto morto" e i Microdrive sarebbero spariti, sostituiti dai floppy da 3 pollici di Amstrad, semplici e affidabili. Alan Sugar si lasciò sfuggire le idee che aveva: prezzi d'ingresso di 139 sterline, registratori a cassetta incorporati e unità floppy per lo Spectrum [2].
Quasi tutto si avverò. Il primo Spectrum di Amstrad, il +2, era un 128 in un case grigio con tastiera a molle, due porte joystick e un registratore a cassette incorporato, il Datacorder; all'accensione mostrava "© 1986 Amstrad" e costava 149 sterline [4]. Amstrad lo vendette solo come macchina da gioco, lasciò che i negozi componessero pacchetti di giochi e rafforzò il controllo di qualità, il che lo rese molto più affidabile degli Spectrum della Sinclair. Si dice che i 5 milioni dell'affare si ripagarono in un anno [5].
Seguirono il +3, nel 1987, con unità floppy da 3 pollici, a 249 sterline e poi 199, e il +2A, in case nero con la scheda del +3 [4]. Amstrad terminò la produzione di tutti gli Spectrum nel 1992, dieci anni dopo il primo [4].
Fonti
- [1]Sinclair bows out (Sinclair User nº 51, junho de 1986) · Sinclair User / sinclairuser.com, 1986
- [2]Amstrad has bought Sinclair Research (CRASH nº 28, maio de 1986) · CRASH / crashonline.org.uk, 1986
- [3]Sir Clive: facing the future (Sinclair User nº 53, agosto de 1986) · Sinclair User / sinclairuser.com, 1986
- [4]ZX Spectrum +2 · Wikipedia
- [5]Sinclair ZX Spectrum +2 · The Centre for Computing History