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Commodore Amiga

1984

La palla che rimbalzò prima del computer

Scritta in una notte a Las Vegas, nel gennaio 1984, la Boing Ball fece battere il cuore di un Amiga che era ancora un mucchio di schede e fili.

Nel gennaio 1984 l'Amiga non era ancora un computer. Si chiamava Lorraine ed era un ammasso di schede di prova costruite con componenti da catalogo, grande come un tavolo da cucina, collegate da un groviglio di fili spesso fissati con morsetti a coccodrillo. Non aveva tastiera: i programmi venivano scritti su un Sage IV, una workstation con un 68000, e inviati alla Lorraine via cavo. Fu così che la squadra lo portò, con ogni cautela, alla fiera CES invernale di Las Vegas, che apriva il 4 gennaio [1].

L'Amiga non era in vista di tutti. Le dimostrazioni giravano in un angolo riservato dello stand, solo per giornalisti e addetti del settore invitati. Quella che impressionò di più, racconta Jimmy Maher, fu scritta da R. J. Mical e Dale Luck alla fiera stessa, in una nottata alimentata da "una confezione da sei di birre tiepide": un'enorme palla a scacchi rossi e bianchi che rimbalzava su e giù [1].

Il boato stereo sfuggì dallo stand chiuso e mise l'intero padiglione alla ricerca dell'origine del rumore.

Il trucco è che quasi nulla veniva disegnato in tempo reale. La palla viene disegnata una sola volta, all'avvio, e la rotazione è un'illusione di ciclo dei colori: i colori della tavolozza si scambiano di posto e i quadrati sembrano girare. Il movimento si ottiene modificando le posizioni di scorrimento (scroll) dei piani grafici, via hardware, quasi senza consumare processore. Sono tre piani per la palla, uno per la griglia e uno per l'ombra, 32 colori in bassa risoluzione [3].

Nel giugno 1984, al CES estivo di Chicago, la Lorraine aveva già i chip passati al silicio e la Boing tornò migliorata: la palla cominciò a rimbalzare anche da un lato all'altro e guadagnò dei boati registrati che passavano da un altoparlante all'altro. Il suono stereo del chip Paula sfuggì dallo stand chiuso e fece guardare intorno i visitatori del padiglione, alla ricerca dell'origine del rumore [2].

Si racconta che quel "bum" fu registrato con Bob Pariseau, il capo del software [2], che colpiva con una mazza da baseball di gommapiuma una porta di garage in alluminio, mentre un Apple II digitalizzava il suono dall'interno [4]. È una delle storie più ripetute dell'Amiga, ma non l'abbiamo trovata in una fonte primaria: resta una storia raccontata.

La palla rimase. Diventò il simbolo non ufficiale dell'Amiga [1] e, racconta Jimmy Maher, i venditori della Commodore avevano un numero preferito: avviare la Boing, trascinare lo schermo in basso fino a metà e scrivere in un programma di videoscrittura nell'altra metà, con la palla che rimbalzava e rimbombava accanto. Nel 1985, vedere un personal computer fare due cose contemporaneamente in quel modo era sbalorditivo [1]. Si dice che la squadra originale volesse la Boing Ball come logo ufficiale, ma la Commodore preferì il doppio segno di spunta colorato [5].

Fonti

  1. [1]The 68000 Wars, Part 1: Lorraine · The Digital Antiquarian (Jimmy Maher), 2015
  2. [2]The 68000 Wars, Part 2: Jack Is Back! · The Digital Antiquarian (Jimmy Maher), 2015
  3. [3]Amiga Boing Ball · Amiga Graphics Archive
  4. [4]The Amiga Story (Part 1) · Nostalgia Nerd, 2016
  5. [5]Amiga History: The story of the Boing Ball · GenerationAmiga, 2020