PGA-128 · MC68030RC25 · disegno, non fotografia
Motorola 68000Motorola
1987
Motorola 68030
Gestione della memoria dentro il chip e due cache: il 68020 riordinato in un pezzo solo.
Il 68030 arrivò nel 1987 con l'unità di gestione della memoria e le cache istruzioni e dati nello stesso chip. È nell'Amiga 3000, nella versione 68EC030 dell'Amiga 4000, nel Macintosh SE/30, nell'Atari Falcon e nel primo NeXT.
- 32
- 32
- 50
- 273.000
- 4 GB
Meno chip sulla scheda
Un sistema con 68020 che volesse la memoria virtuale aveva bisogno di un secondo chip, l'unità di gestione della memoria 68851. Motorola annunciò il 68030 nel settembre 1986 e cominciò le consegne nell'estate del 1987, con quella funzione messa dentro il processore.
Il nucleo è quello del 68020, con qualche ritocco. In cambio, il 68030 è di poco più veloce di un 68020 allo stesso clock, circa il 5%, ma consuma quasi il 25% di energia in meno e risparmia un chip costoso sulla scheda.
Dentro
Ha due cache da 256 byte ciascuna, una per le istruzioni e una per i dati, con percorsi interni separati, così il processore può prendere un'istruzione e un dato nello stesso momento. È quella che si chiama architettura Harvard modificata.
Il bus ottenne il modo burst: invece di chiedere un valore alla volta, il processore può riempire una linea di cache con quattro long word in un'unica operazione, se la memoria sa rispondere così.
La MMU integrata è una versione semplificata della 68851. Serve per la memoria virtuale, per proteggere zone di memoria e per cambiare il punto in cui la memoria appare agli occhi del processore. Non c'è unità in virgola mobile: per quello si aggiunge un 68881 o 68882.
Ha circa 273 000 transistor, bus dati e bus indirizzi a 32 bit e arriva a 4 GB. Motorola lo vendeva a 16, 20, 25, 33, 40 e 50 MHz, in PGA ceramico a 128 pin o in QFP a 132; in QFP non superava i 33 MHz.
Il 68EC030
Il 68EC030 è il 68030 senza la MMU, venduto a meno per sistemi embedded, a 25 e 40 MHz. Per quasi tutti i programmi è uguale; la differenza si nota solo nel software che ha bisogno della gestione della memoria.
Fu quello che Commodore usò nell'A4000/030, a 25 MHz, e Sharp nell'X68030, sempre a 25 MHz.
Dove è stato usato
In Apple fu in vari Macintosh II (a cominciare dall'IIx del 1988) e nel compatto Macintosh SE/30. In Atari, nel TT030 a 32 MHz e nel Falcon030 a 16 MHz. Anche il primo computer NeXT, di Steve Jobs, aveva un 68030.
Fu anche nelle workstation Sun-3x, nelle Apollo DN3500 e DN4500, in stampanti laser e nei router Cisco della serie 2500.
Nell'Amiga
L'Amiga 3000, del 1990, montava un 68030 a 16 o 25 MHz, con coprocessore matematico di serie. Per l'A2000 Commodore fece l'acceleratrice A2630: 68030 e 68882 a 25 MHz, con 2 o 4 MB di memoria a 32 bit sulla scheda.
Sull'A1200 le acceleratrici con 68030 furono le più popolari degli anni 90, come le Blizzard 1230, e si fabbricano ancora oggi. Oltre alla velocità danno Fast RAM e, con la MMU, permettono strumenti che il 68EC020 non supporta.
Con la MMU l'Amiga guadagna trucchi utili: copiare il Kickstart dalla ROM in memoria a 32 bit, più veloce, e usare Enforcer, che avvisa ogni volta che un programma tocca dove non deve. Su un 68EC030 questi strumenti non funzionano.
Lo sapevi che…
Enforcer, lo strumento di debug più usato dai programmatori Amiga, ha bisogno di una MMU: non gira su un 68EC030 né su un 68EC020.
I 256 byte di cache dati sono 16 linee da 16 byte: ci stanno circa tre righe di testo a 80 colonne.
Motorola dichiarava 18 MIPS a 50 MHz.
L'A2630 girava a circa 25 MHz, quasi quattro volte il clock del 68000 dell'A2000.
Tra i collezionisti si racconta che alcuni 68EC030 abbiano la MMU funzionante. Motorola non l'ha mai garantito, e nessun programma dovrebbe contarci.
Tim Berners-Lee scrisse il primo browser e il primo server del web su un computer NeXT, della famiglia che cominciò con il 68030.

